Come una cometa
la palla da rugby passò a Ferrara nel 1928, quando per desiderio di Guennesi, un noto sportivo dell'epoca, sul campo della Spal si affrontarono le formazioni di Padova e Bologna. Questo piccolo seme evidentemente germogliò, attecchendo nel fertile tessuto universitario dell'allora GUF. In Italia erano i tempi di Invernici, Sessa (che con il guru di allora Julien Saby scrisse poi numerosi libri sul tema), a Ferrara invece erano quelli di Zavarini, Spettoli, Preti, Zagatti, Mantovani, che con altri compagni rappresentarono la prima Ferrara rugbistica ai Littoriali del 1934 a Milano.
L'attività proseguì fino al 1939 fra campi rudimentali e senza strutture, per poi arrendersi sbattendo sul muro della guerra. Ancora Giuseppe Zavarini, all'inizio degli anni 50, fra i protagonisti del secondo tentativo di rinascita del rugby. Arriva da Rovigo “Maci” Battaglini ad allenare un manipolo di giovanotti fra cui Adriano Piffanelli, ancora oggi presidente onorario della sezione la “penna” di Mirto Govoni che ne era fiduciario, ma anche questo tentativo ebbe vita breve.
Bisogna arrivare al 1968 per vedere un manipolo di appassionati, riuniti attorno ad una tavola, a firmare un “patto di sangue” su un tovagliolo. Il rugby era risorto con Giancarlo Sitta presidente. Nel 1969 il primo campionato di serie C con in campo giocatori “esperti” tornati a giocare nella loro città (Ansaloni, Beccati, Mazzanti, Andreotti per citarne alcuni) assieme a giovani di belle speranze come Ziosi, Gandini, Bernobi, Dardi, Taddeo e due studenti Dino ed Elio De Anna il cui nome non ha certo bisogno di presentazione.
Nel 1972 il primo acuto. Nel Trofeo Federale il Cus Ferrara opposto al Rovigo, si impone in terra veneta contro le riserve dell'allora Tosimobili. Nel ritorno al Motovelodromo di Porta Catene va in campo la miglior squadra rodigina ma il Cus gioca in maniera epica e vince 17-13 con il rodigino Bettarello in campo con il Cus. Negli anni seguenti inizia l'evoluzione; la vecchia guardia lascia, i giovani subentrano ( i fratelli Tumaini, Franceschini, Galeazzi, Angelini) e nel 1975 arriva il secondo acuto.
A Montecatini il Cus Ferrara vince il titolo italiano universitario battendo 23 a 13 il Cus Milano forte di giocatori di serie A. Sono tempi strani; a Ferrara si parla il dialetto rodigino, manca una vera identità anche per il poco credito che il rugby ha nel tessuto sociale, ma grazie alla volontà di quel gruppo si innesteranno a breve i “reclutati” del 75, per un decollo che porterà lontano.
In quell'anno Gianni Gandini allena un gruppo di giovanissimi al Campo Scuola ( unico prato con servizi dove poter portare dei ragazzini a fare sport). Ci sono Corazza, Merlante, Namari, Ardizzoni, Rivaroli, Roncarati, il compianto Rubini, Cavaliere. Questo gruppetto meraviglia tutti perdendo 7 a 4 col Rovigo e poi vincendo 64 a 8 contro il Ficarolo. E' il preludio alla nascita di una giovanile che si farà le ossa in amichevoli e tornei fino a debuttare nel 77/78 in un vero campionato. Il Cus è in evoluzione e questi ragazzini a 15 anni sono tutti già in serie C con Beccati. Prendono punti e botte e crescono bene. Alla guida si succedono Mazzetto, Gandini, fra giovanile e prima squadra e si arriva all'inizio degli anni 80 con bei campionati ma nulla più.
E' il 1981 quando arriva e Ferrara una coppia indimenticabile: il tecnico Doro Quaglio ed il preparatore Paolo Sisini e la cura si vede. L'organico cresce in tecnica e carattere, arrivano rinforzi d'oltre Po e due anni dopo,finalmente, la promozione in C1, seguita da una B sfiorata nei play off con il Cus Aquila e dalla conquista della Coppa Italia seguita dalla vittoria del tricolore universitario.
Alla guida del Cus arriva il tecnico parmense Gianni Azzali cura sempre più l'aspetto dei tecnici di casa del vivaio che sforna atleti come Vincenzo Spaccamonte convocati anche in azzurro.
Si arriva all' argento dei Campionati Universitari dell' 87 a Palermo e di seguito la conquista della salvezza espugnando il campo di Teramo inviolato da 5 anni. Il dopo Azzali è il ritorno Doro Quaglio col preparatore Marangoni. Nell'89 debutta a Cesena Anthony Bottura un ragazzino italo australiano e l'anno dopo è il momento del neeozelandese Benjamin Banse il primo straniero del Cus.
Sarà a Prato l'ultimo incontro del 1990 chiuderà un ciclo che lentamente si riaprirà negli anni a venire.
Dall'anno mirabile 1994 (promozione in B e vittoria ai CNU) al 2011 son passati 17 anni per ritrovarsi oggi in una situazione analoga. Una prima squadra molto giovane che ha lottato e riconquistato il ritorno in B ed un vivaio di belle speranze.
Il gruppo che nel 94 conquistò la B veniva da una lunga serie di vittorie a livello giovanile; ragazzi che avevano fame di rugby, che assorbivano come spugne i miglioramento tecnici proposti. Con loro il CUS ha disputato otto anni di serie B con ottimi risultati.
A questo boom “tecnico” non ha corrisposto una adeguata crescita societaria, per cui il rugby ferrarese non è riuscito a consolidare posizioni di maggior prestigio e stabilità.
Il primo campionato di B (94-95) sull'onda dell'entusiasmo, vede i ragazzi lottare per la poule promozione in A sfumata in una intensa partita a Genova, risoltasi a favore dei liguri . I due campionati successivi, nonostante alcune vicissitudini, vedono il CUS attestarsi su posizioni di tranquillità, con la soddisfazione di altre medaglie ai CNU.
Nell'estate 97 dopo Fabbri arriva Candiani, che con alcuni rinforzi di valore mantiene la metà classifica ma l'anno successivo (unica volta nella storia cussina) verrà sostituito in corso di stagione con Zanella, che porterà la squadra alla salvezza.
Dopo un nuovo campionato interlocutorio nel 2000 con Fabbri sulla panchina, e la novità all' apertura dell' uruguaiano Aguirre (unico cussino da Playstation) nel 2002 arriva il miglior risultato del CUS (quarto posto) assoluto.
Ma nell' autunno 2002 la dirigenza accetta -una settimana prima dell'inizio dei campionati- la proposta del Bologna di portare la serie A2 a Ferrara e, nonostante un buon girone di ritorno, la squadra affidata a Zanella, retrocede e la società, non in grado di garantire il proseguimento della attività sportiva e con una situazione economica molto compromessa rischiqa il naufragio se non fosse per iniziativa di un gruppo di coraggiosi che prendono sulle spalle la sezione per ripartire dal campionato di C.
Un CUS di nuovo tutto ferrarese arriva per tre volte agli spareggi promozione, per centrare l' obiettivo nel giugno 2007 dopo una serie interminabile di partite. Senza rinforzi però la squadra retrocede dopo un solo anno, ma il CUS Ferrara di nuovo riparte per riconquistare le posizioni raggiunte negli anni '90.
Obiettivo raggiunto nel campionato 2010/11,con alla guida tecnica Andrea Fabbri, la squadra parte con grande entusiasmo, raggiunge la vittoria in alcune partite “capolavoro” ( alla fine il bilancio sarà di 19 vittorie in 22 incontri) ed arriva agli spareggi promozione col Civitavecchia. Due partite al cardiopalma, vinte entrambe di due punti, ed il 5 giugno il Cus Ferrara Rugby può nuovamente festeggiare il ritorno in serie B.
Il resto non è più storia, ma cronaca. Il 2011/12 vede la prima squadra cussina inserita nell' impegnativo girone veneto della serie B, con alcuni studenti universitari arrivati a rinforzare un organico che resta sicuramente fra i più giovani della categoria, e sarà sicuramente una prova di maturità per valutare la qualità del rugby estense. A ridosso della prima squadra, incalza un settore giovanile con buoni numeri che chiede solo un grande impegno tecnico per consentire un ulteriore passo in avanti. Il futuro ci dirà se il lavoro che si sta impostando è stato mirato giusto.
Va infine sottolineata come sorpresa degli ultimini la nascita di una nuova realtà di Rugby femminile affiancarsi all'attività maschile.
Una squadra che assieme al talento si segnala per un grande entusiasmo e sicure prospettive di crescita; parliamo delle “Velenose” di Rizzati e Zampollo che, dopo un paio di stagioni incentrate sui tornei Seven ( quarta nell'ultimo campionato nazionale) e sui campi sabbiosi del Beach rugby, quest'anno si cimenteranno nel campionato di serie A.
Scommessa importante e di grande responsabilità affrontata dalle ragazze con grande determinazione ed impegno.
Buon rugby a tutte ed a tutti